La riscossione dei crediti pubblici: da adempimento a leva strategica

Andrea Endrighi tra gli speaker della tavola rotonda "La riscossione dei crediti pubblici tra norme, operatività e risultati"

La gestione dei crediti pubblici si colloca oggi all’incrocio tra regole, processi industriali ed efficacia operativa, riflettendo la crescente complessità di questo ambito. Da un lato, il quadro normativo è in continua evoluzione e introduce vincoli, responsabilità ed aspettative sempre più rilevanti. Dall’altro, la gestione di questi crediti richiede modelli operativi sofisticati, capacità di trattamento di masse estremamente granulari, integrazione tecnologica e competenze specialistiche. Ma soprattutto, oggi più che mai, il tema non può essere affrontato solo in termini di compliance.

La domanda centrale diventa: quali risultati siamo in grado di produrre? Risultati in termini di recupero, sostenibilità dei costi, trasparenza dei processi e, non ultimo, di credibilità del sistema nei confronti di cittadini e investitori.

Il tema della riscossione dei crediti pubblici è qualcosa che affrontiamo ogni giorno, in modo concreto, lavorando al fianco delle Pubbliche Amministrazioni.

È anche un tema delicato, che riguarda molto da vicino i Comuni italiani: i tributi rappresentano mediamente tra il 40% e il 60% del bilancio pubblico.
Eppure, la capacità media di riscossione si ferma intorno al 30%, con forti differenze territoriali: si supera l’80% in molte realtà del Nord, mentre in alcune aree del Sud scende anche fino al 60%.

In questo contesto, il punto di vista che porto è quello di chi non si limita a osservare il sistema, ma lo supporta operativamente, contribuendo a renderlo più efficace e sostenibile.
Interveniamo su più ambiti — dalla fiscalità passiva, spesso sottovalutata ma strategica per il recupero, fino ai processi di riscossione — con un obiettivo chiaro: trasformare la complessità in capacità di gestione.

Resta però un obiettivo fondamentale: garantire equità fiscale e sostenibilità delle entrate pubbliche. Ed è qui che emerge il limite dell’approccio tradizionale. Per anni la gestione dei crediti pubblici è stata ricondotta principalmente a un tema di adempimenti: fare correttamente i passaggi previsti, rispettare le regole, presidiare il processo. Ed è un presidio che rimane imprescindibile — ma oggi non è più sufficiente. Oggi serve un cambio metodologico, prima ancora che normativo o tecnologico.

Nella pratica, questo significa superare un approccio uniforme.

  • I crediti non sono tutti uguali — per importo, anzianità, probabilità di recupero — ma spesso vengono ancora trattati come se lo fossero. Il risultato è che si rischia di investire risorse dove il recupero è improbabile e di non valorizzare invece le posizioni più recuperabili. Serve quindi un cambio di prospettiva: non partire dalla procedura, ma dal valore e dalla recuperabilità del credito.
  • Il tema della sostenibilità. Oggi non tutte le azioni sono economicamente giustificabili e, senza una lettura gestionale del portafoglio, il rischio è quello di “fare tutto” senza ottenere risultati proporzionati allo sforzo.
  • Il ruolo dell’Ente, che deve diventare più attivo. Il modello tradizionale è spesso reattivo, scandito da scadenze e atti. Quello che funziona, invece, è un approccio più proattivo: anticipare, differenziare le azioni, intervenire prima che il credito si deteriori.
  • Il rapporto con il cittadino. Una riscossione efficace passa anche da comunicazioni più chiare e dalla capacità di favorire, quando possibile, l’adempimento spontaneo.
  • La tecnologia — e ne parlo nel dettaglio in questo articolo — è un abilitatore fondamentale, ma non sufficiente da sola.

Serve passare da una logica procedurale a una logica gestionale, da una visione centrata sull’adempimento a una orientata al risultato, da un approccio uniforme a uno selettivo e prioritizzato.

Ed è esattamente su questo che lavoriamo insieme agli enti: aiutandoli a rileggere la gestione dei crediti non solo come un obbligo amministrativo, ma come una leva strategica per rafforzare la capacità della Pubblica Amministrazione di generare entrate e contribuire alla sostenibilità del sistema Paese.

Rafforza la capacità del tuo Ente di generare entrate